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NormeImpianti2025

Nuove norme 2025 per impianti elettrici, antifurto, antincendio, TVCC e videocitofonia

Negli ultimi anni il mondo degli impianti tecnici è cambiato molto di più di quanto sembri a una prima occhiata. Da un lato abbiamo edifici sempre più smart, con domotica, connettività e continuità di servizio; dall’altro un quadro normativo che cerca di tenere il passo con queste trasformazioni, mettendo ordine – e responsabilità – sulle spalle di installatori, progettisti e amministratori.

Il 2025 è un anno di svolta soprattutto per chi lavora in Italia su:

  • impianti elettrici di bassa tensione,
  • impianti antifurto / antintrusione,
  • sistemi di rivelazione incendio,
  • TVCC e videosorveglianza,
  • citofonia e videocitofonia.

In questo articolo facciamo il punto, con taglio pratico, su cosa è cambiato, quali norme sono oggi il riferimento e cosa conviene fare subito per lavorare in regola, ridurre i rischi e dare più valore tecnico alle tue offerte.


1. Il quadro di base: DM 37/08, Legge 186/68 e ruolo delle norme CEI/UNI

Prima di entrare nel dettaglio delle singole norme, è utile ricordare il “campo da gioco” in cui ci muoviamo:

  • La Legge 186/68 stabilisce che gli impianti elettrici ed elettronici devono essere realizzati a “regola d’arte”, e che si considerano tali se realizzati secondo le norme CEI/UNI vigenti.
  • Il DM 37/08 disciplina chi può progettare e installare impianti (imprese abilitate, professionisti iscritti agli albi), quali impianti rientrano nel campo di applicazione, e introduce la famosa Dichiarazione di Conformità (Di.Co.) che deve accompagnare ogni impianto. 

La conseguenza pratica è chiara: anche se le norme CEI/UNI non sono “leggi” in senso stretto, seguirle è l’unico modo realistico per dimostrare che un impianto è stato eseguito a regola d’arte. E nel 2025 i riferimenti sono cambiati in modo significativo in alcuni settori chiave.


2. Impianti elettrici BT: la Nona edizione della CEI 64-8

2.1 Cosa è la CEI 64-8 e perché la 9ª edizione è così importante

La CEI 64-8 è la norma di riferimento per gli impianti elettrici utilizzatori in bassa tensione (fino a 1000 V in AC e 1500 V in DC). Copre l’intero ciclo di vita dell’impianto: progettazione, scelta dei componenti, modalità di posa, protezioni, verifiche e manutenzione.

La Nona edizione (Ed. 9a / 2024):

  • è stata pubblicata il 26 luglio 2024,
  • è entrata in vigore il 1° novembre 2024,
  • è oggi (2025) il riferimento operativo per tutti i nuovi impianti e per gli adeguamenti significativi. 

Non è un semplice “ritocco”: molte parti sono state profondamente riviste, in particolare quelle su protezione delle personeservizi di sicurezza e edifici residenziali evoluti.

2.2 Le sezioni chiave che impattano il lavoro quotidiano

Senza entrare nel dettaglio riga per riga (per quello serve il testo integrale CEI), ecco i punti che meritano attenzione da parte di installatori e progettisti.

Protezione contro i contatti e i guasti

La Parte 4 della CEI 64-8 (Sezione 41 e seguenti) è stata riscritta per chiarire meglio:

  • criteri di scelta e coordinamento delle protezioni contro i contatti indiretti,
  • condizioni per l’impiego di sistemi di protezione mediante interruzione automatica dell’alimentazione,
  • gestione coordinata di differenziali, magnetotermici, dispositivi di protezione contro sovratensioni (SPD)

Per chi lavora sul campo, questo significa:

  • più attenzione al calcolo delle correnti di guasto e alle impedenze di linea,
  • selezione più accurata dei differenziali (tipologia, Idn, tempi di intervento),
  • necessità di documentare i criteri di protezione in fase di progetto o relazione tecnica.

Servizi di sicurezza e continuità di servizio

La Sezione 56 riguarda i servizi di sicurezza: alimentazione di impianti che devono restare in funzione in caso di emergenza (illuminazione di sicurezza, rivelazione incendio, allarme, evacuazione). La Nona edizione aggiorna:

  • i requisiti di separazione dei circuiti,
  • le modalità di posa e protezione dei cavi per servizi di sicurezza,
  • le caratteristiche dei sistemi di alimentazione (UPS, gruppi elettrogeni, batterie, ecc.). 

Questo ha un impatto diretto quando si integrano:

  • impianti antincendio (UNI 9795),
  • impianti di evacuazione sonora,
  • impianti di sicurezza attiva (allarme, controllo accessi, sistemi di comunicazione di emergenza).

Efficienza energetica e utenti “attivi”

Le Parti 8-1 e 8-2 introducono e consolidano il concetto di:

  • impianti ad efficienza energetica (gestione dei carichi, monitoraggio, automazioni),
  • utenti attivi (prosumer) che producono energia (fotovoltaico), la accumulano e la scambiano con la rete.

Per chi realizza quadri e linee di distribuzione questo significa:

  • considerare flussi energetici bidirezionali;
  • progettare con attenzione sezionamenti, protezioni e selettività anche lato DC;
  • dialogare di più con inverter, sistemi di misura e gestione carichi.

Edifici residenziali: livelli di impianto (Capitolo 37)

Il Capitolo 37 definisce i livelli prestazionali degli impianti residenziali (Livello 1, 2, 3) in funzione della dotazione di:

  • punti presa e punti luce,
  • impianti ausiliari (TV, dati, videocitofonia, antifurto),
  • funzioni domotiche e di building automation.

Nel 2025 questo si traduce in un forte vantaggio commerciale:

  • puoi proporre l’impianto non solo “a norma”, ma “di livello”, con un linguaggio comprensibile anche al cliente finale;
  • puoi usare i livelli per strutturare pacchetti Base / Avanzato / Premium che includano anche antifurto, videocitofonia e rete dati.

3. Impianti antifurto / antintrusione: nuova CEI 79-3

3.1 La nuova CEI 79-3:2024 entrata in vigore nel 2025

Il CEI ha pubblicato a fine 2024 la nuova edizione della CEI 79-3 – Sistemi di allarme – Prescrizioni particolari per gli impianti di allarme intrusione e rapina. La norma è entrata in vigore il 1° gennaio 2025

Si tratta della norma di riferimento per:

  • progettazione,
  • installazione,
  • collaudo,
  • manutenzione

degli impianti di allarme intrusione e rapina, sia in ambito residenziale che terziario e industriale. 

3.2 I punti chiave della nuova norma per il 2025

Analisi del rischio strutturata

La novità più importante è l’introduzione di una vera e propria analisi del rischio, che non può più essere “solo a parole”. L’impianto deve essere dimensionato:

  • in funzione del valore dei beni da proteggere,
  • del profilo del sito (isolato, urbano, area a rischio, ecc.),
  • delle modalità di intrusione ipotizzabili

Questo si traduce in:

  • schede di rilievo più dettagliate,
  • documentazione di progetto più ricca (report dell’analisi),
  • maggiore responsabilità ma anche maggiore tutela per l’installatore serio.

Metodi di calcolo del livello di prestazione

La CEI 79-3 introduce un “metodo tabellare” per determinare il livello di prestazione richiesto, accanto al metodo più tradizionale (analitico). 

Vantaggi per chi progetta:

  • il metodo tabellare è più semplice da applicare sul campo;
  • consente di legare in modo trasparente il livello di prestazione alle caratteristiche del sito;
  • riduce il rischio di impianti sottodimensionati o sovradimensionati.

Modularità e sotto-impianti

La norma consente di progettare sotto-sistemi con livelli di prestazione diversi all’interno dello stesso impianto:

  • per esempio, un’area magazzino può richiedere un livello superiore rispetto a un corridoio,
  • zone esterne e interne possono essere trattate con criteri diversi. 

Questo è molto utile quando si lavora su capannoni, negozi, edifici multipiano.

Indice Integrativo di Sicurezza (IIS)

Viene introdotto un Indice Integrativo di Sicurezza (IIS) che quantifica il livello complessivo di sicurezza dell’impianto sulla base delle scelte progettuali (sensori, grado dei componenti, ridondanze, ecc.). 

Per il professionista:

  • l’IIS è uno strumento per valorizzare il progetto (non solo il costo dei componenti);
  • aiuta a differenziarsi da chi “mette quattro sensori e una centrale” senza criteri.

3.3 Cosa cambia in pratica per installatori e progettisti

Nel 2025, per proporre impianti antifurto seri, conviene:

  • aggiornare i propri modelli di offerta e di progetto alla nuova CEI 79-3;
  • inserire sempre nel fascicolo finale:
    • scheda di analisi del rischio,
    • schema dell’impianto,
    • calcolo del livello di prestazione o tabelle applicate,
    • indicazione dell’IIS (se utilizzato).

Oltre a mettere il cliente in condizione di capire cosa sta acquistando, questo approccio:

  • ti tutela in caso di contenziosi,
  • aumenta il valore percepito della tua competenza,
  • facilita l’integrazione con altri sistemi di sicurezza (TVCC, controllo accessi).

4. Impianti antincendio: UNI 9795:2021 e Codice di Prevenzione Incendi

4.1 UNI 9795:2021 – ancora la norma di riferimento

Per i sistemi fissi di rivelazione e segnalazione allarme incendio, la norma di riferimento è la UNI 9795:2021.

Questa norma definisce:

  • scopo e campo di applicazione,
  • caratteristiche dei sistemi,
  • criteri di progettazione e installazione dei sistemi automatici e manuali,
  • elementi di connessione,
  • modalità di verifica ed esercizio

Negli ultimi anni non sono arrivate “nuove versioni” sostanziali, ma il contesto in cui la UNI 9795 si applica è stato ulteriormente integrato con:

  • il Codice di Prevenzione Incendi (DM 3 agosto 2015, Capitolo S.7),
  • altre norme correlate (come la UNI 11744 per le segnalazioni codificate di preallarme e allarme). 

4.2 UNI 9795 e Codice: cosa tenere presente nel 2025

Oggi un sistema di rivelazione incendio ben progettato deve tenere insieme:

  • UNI 9795:2021 per la parte tecnica (layout dei rivelatori, tipologie, criteri di copertura, ecc.),
  • Codice di Prevenzione Incendi per la parte di strategia antincendio complessiva, compartimentazione, vie di esodo, prestazioni richieste.

In pratica:

  • è sempre più frequente lavorare con il professionista antincendio che redige la SCIA e il progetto antincendio;
  • l’installatore deve imparare a “dialogare in linguaggio Codice” (es. livelli di prestazione, strategie S.7, S.4, ecc.).

4.3 Collegamento con la CEI 64-8

Le alimentazioni dei sistemi di rivelazione incendio rientrano nel concetto di servizi di sicurezza trattato dalla CEI 64-8 (Sez. 56).

Questo significa che:

  • i circuiti che alimentano centrali e dispositivi di rivelazione devono rispettare criteri specifici di posa, protezione, continuità di servizio;
  • vanno previste soluzioni adeguate di alimentazione di emergenza (batterie, UPS, gruppi elettrogeni) dimensionate in base alle prescrizioni UNI 9795.

5. TVCC e videosorveglianza: norme CEI EN 62676 e nuove Linee Guida privacy 2025

5.1 Le norme tecniche: serie CEI EN 62676

Per i sistemi di videosorveglianza per applicazioni di sicurezza, il riferimento tecnico è la serie CEI EN 62676.

In particolare la CEI EN 62676-4:

  • fornisce requisiti e raccomandazioni per scelta, progettazione, installazione, messa in servizio e manutenzionedei sistemi di videosorveglianza;
  • sostituisce la precedente CEI EN 50132-7;
  • è considerata presunzione di regola dell’arte dal CEI.

Per l’installatore questo si traduce in:

  • criteri strutturati per la scelta delle ottiche, dei sensori, delle risoluzioni,
  • definizione di parametri di prestazione (distanze, scene, livello di dettaglio richiesto: monitorare, riconoscere, identificare),
  • criteri per la collocazione delle telecamere, cablaggio, protezioni, verifiche.

5.2 Il livello privacy: GDPR e nuove Linee Guida 2025 per i condomìni

Dal punto di vista della protezione dei dati, la base normativa rimane:

  • GDPR (Reg. UE 2016/679),
  • D.lgs. 196/2003 come modificato,
  • le Linee Guida 3/2019 dell’EDPB sulla videosorveglianza,
  • i provvedimenti del Garante Privacy nazionale.

La novità specifica 2025, molto rilevante per chi realizza impianti in condomìni e contesti residenziali, riguarda le nuove linee guida del Garante sulla videosorveglianza condominiale, adottate con provvedimento del 10 aprile 2025, n. 209

I punti chiave, in sintesi:

  • Titolare del trattamento: è il condominio (assemblea), rappresentato dall’amministratore. Non è il singolo condòmino.
  • Delibera assembleare: l’impianto va deliberato con criteri specifici (maggioranze, finalità, regolamento d’uso).
  • Registro dei trattamenti: il condominio deve tenere un registro delle attività di trattamento, dove documentare:
    • base giuridica,
    • finalità (sicurezza, tutela beni, ecc.),
    • tempi di conservazione,
    • soggetti autorizzati ad accedere alle immagini,
    • eventuali responsabili esterni (società di vigilanza, manutentori). 
  • Principio di minimizzazione: le telecamere devono riprendere solo ciò che è strettamente necessario (accessi, parti comuni); vanno evitati balconi, ingressi di appartamenti, spazi privati. 
  • Tempi di conservazione: di regola 24–48 ore, salvo situazioni particolari e motivate (es. aree ad alto rischio, periodi festivi). 
  • Informativa e cartellonistica: cartelli chiari e visibili, con il pittogramma e le informazioni minime, più rimando a un’informativa estesa (es. sul sito dell’amministratore o allegata al regolamento condominiale). 
  • DPIA (Data Protection Impact Assessment): obbligatoria nei casi di trattamenti più invasivi, come:
    • analisi video avanzata,
    • riconoscimento automatico o tracciamento persone,
    • integrazione stretta con sistemi di controllo accessi e registrazione centralizzata. 

5.3 Cosa cambia per chi installa TVCC nel 2025

Rispetto agli anni passati, oggi non basta più “fare un buon impianto a livello tecnico”. Chi progetta e installa TVCC:

  • deve conoscere almeno le nozioni base di privacy per guidare il cliente (amministratore, azienda) verso un impianto legittimo;
  • dovrebbe accompagnare l’offerta tecnica con un “pacchetto documentale” che includa:
    • schema dell’impianto TVCC,
    • elenco telecamere e inquadrature,
    • note sui tempi di conservazione preimpostati nel NVR,
    • fac-simile di cartelli informativi,
    • promemoria per la redazione del registro e dell’eventuale DPIA da parte del consulente privacy.

Questo approccio, oltre a ridurre il rischio di impianti non conformi, aumenta il valore percepito del tuo servizio e ti distingue dalla concorrenza che vede ancora il TVCC come “quattro telecamere e un registratore”.


6. Videocitofonia: tra impianto ausiliario, sicurezza e dati personali

6.1 Il quadro tecnico

I sistemi di citofonia e videocitofonia non sono più solo “campanelli evoluti”: oggi spesso si integrano con:

  • sistemi di controllo accessi,
  • app su smartphone,
  • centralini IP,
  • sistemi di videosorveglianza e domotica.

Sul piano normativo, il quadro tecnico è dato principalmente da:

  • CEI EN 50486, che specifica i requisiti per le apparecchiature di citofonia e videocitofonia (sicurezza elettrica, EMC, resistenza meccanica, prestazioni audio/video, ecc.); 
  • la famiglia EN / CEI EN 62820 – Building Intercom Systems (BIS), che disciplina i sistemi di intercom e videocitofonia in ambito building, includendo requisiti di prestazione e sicurezza. 

In Italia, questi impianti rientrano comunque nel campo del DM 37/08 (lettera B o impianti ausiliari) e devono quindi:

  • essere installati da imprese abilitate,
  • essere coperti da Dichiarazione di Conformità,
  • essere progettati in coerenza con la CEI 64-8, in particolare il Capitolo 37 per gli impianti residenziali (livelli di prestazione). 

6.2 Inquadramento privacy e integrazione con altri sistemi

Quando la videocitofonia:

  • registra immagini,
  • integra funzioni di riconoscimento o memorizzazione,
  • invia notifiche video su smartphone,

allora entra a tutti gli effetti nell’ambito del trattamento di dati personali, con tutte le conseguenze in termini di informativa, tempi di conservazione e sicurezza del sistema.

In ambito condominiale, molte delle considerazioni viste per la TVCC si applicano anche alla videocitofonia (es. chi può accedere alle immagini, log di accesso ai dati, ecc.), soprattutto se:

  • il sistema consente la registrazione continua;
  • le immagini sono visibili da remoto tramite cloud o app;
  • vengono conservati log degli accessi.

Per l’installatore, questo significa:

  • suggerire soluzioni che permettano di impostare correttamente policy di accesso, password robuste, aggiornamenti firmware;
  • informare il cliente che la parte documentale (registro, informativa) va gestita con il consulente privacy o l’amministratore.

7. Come trasformare gli obblighi normativi in valore per il tuo business

A questo punto la domanda è: come usare queste novità a tuo vantaggio e non solo come una serie di obblighi?

Ti propongo alcuni spunti, facilmente applicabili in un’ottica SER TEC / system integrator.

7.1 Pacchetti “a norma e oltre la norma”

Partendo da CEI 64-8, CEI 79-3, UNI 9795 e CEI EN 62676, puoi strutturare le tue proposte in pacchetti di servizio:

  • Pacchetto “Standard” – impianto progettato e realizzato nel pieno rispetto delle norme, con documentazione essenziale.
  • Pacchetto “Plus” – include analisi del rischio dettagliata (antifurto, TVCC), simulazioni, report grafici, mini-manuale d’uso per il cliente.
  • Pacchetto “Compliance” – integra supporto documentale per privacy e sicurezza:
    • schemi per il registro dei trattamenti,
    • fac-simile informativa videosorveglianza,
    • promemoria per DPIA/SCIA,
    • check-list di manutenzione periodica.

In questo modo:

  • il cliente vede chiaramente la differenza tra chi “monta le cose” e chi progetta sistemi di sicurezza completi;
  • diventa più naturale proporre servizi ricorrenti (manutenzione, verifiche periodiche, aggiornamenti).

7.2 Documentazione come strumento di fidelizzazione

Le nuove norme spingono verso una documentazione più ricca (analisi del rischio, schemi, report prove, registro degli impianti). Invece di viverla come un peso, puoi:

  • organizzare un template di dossier impianto:
    • copertina personalizzata (logo tuo + logo cliente),
    • riepilogo norme applicate,
    • schemi e planimetrie,
    • report di collaudo e misure,
    • promemoria per le scadenze di manutenzione;
  • consegnare al cliente una versione digitale (PDF o area riservata su portale), facilmente aggiornabile.

Questo ti permette di:

  • avere un argomento forte per la manutenzione programmata,
  • presentarti come punto di riferimento per futuri ampliamenti o adeguamenti normativi.

7.3 Integrazione tra elettrico, sicurezza e rete dati

Molte delle norme citate impattano impianti diversi ma fortemente integrati:

  • l’elettrico (CEI 64-8) alimenta e protegge i sistemi di sicurezza;
  • gli impianti antintrusione (CEI 79-3) interagiscono con TVCC e controllo accessi;
  • i sistemi antincendio (UNI 9795) possono attivare scenari elettrici (sgancio carichi, aperture, segnalazioni) e di rete;
  • la videocitofonia è sempre più connessa a rete dati e servizi cloud.

Proporre l’impianto come ecosistema unico, progettato secondo più norme:

  • ti permette di ridurre i conflitti tra sistemi (es. anelli di massa, alimentazioni improvvisate, choking di banda di rete);
  • rende la tua proposta più robusta agli occhi di studi di progettazione, amministratori condominiali e imprese generali.

8. Conclusioni: perché aggiornarsi ora (e come SER TEC può aiutare)

Il 2025 è un anno in cui le norme:

  • sugli impianti elettrici (CEI 64-8 Nona edizione), 
  • sugli impianti antifurto (nuova CEI 79-3 in vigore dal 1/1/2025),
  • sui sistemi di rivelazione incendio (UNI 9795:2021 in piena integrazione con il Codice di Prevenzione Incendi), 
  • sulla videosorveglianza (CEI EN 62676 e nuove linee guida privacy 2025 per i condomìni), 
  • sulla videocitofonia e i sistemi di comunicazione building (EN/CEI EN 62820, CEI EN 50486) 

si intrecciano in modo sempre più stretto.

Per installatori, progettisti e system integrator questa è un’ottima occasione per:

  • alzare il livello medio delle soluzioni proposte;
  • differenziarsi con un approccio realmente progettuale e documentato;
  • costruire una relazione di lungo periodo con i clienti sulla base di manutenzione, controlli e aggiornamenti.

Se lavori in questi ambiti e vuoi:

  • rivedere i tuoi capitolati e pacchetti di offerta,
  • impostare un modello di documentazione “pronto per il Garante” per TVCC e videocitofonia,
  • o progettare ecosistemi completi (elettrico + sicurezza + rete dati),

puoi considerare SER TEC come partner tecnico per:

  • consulenza di progettazione,
  • formazione on-site o in showroom,
  • supporto alla scelta di prodotti e soluzioni integrate.